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Mi tocca, signori senatori,
il pietoso ufficio di commemorare quegli onorandissimi
colleghi nostri che morte rapiva durante la sospensione
delle nostre sedute: i senatori […] Luigi Torelli.
Il conte Luigi Torelli, morto il 14
corrente in Tirano, dove era nato nel 1810, ebbe molta
parte in tutte le vicende dell’italiano risorgimento.
Patriota caldissimo, fu di coloro che
prepararono efficacemente coll’opera e cogli scritti la
insurrezione lombarda dell’anno 1848.
E questa vittoriosa, egli, l’Anonimo
Lombardo, posata la penna si
fe’ soldato, per assicurare la indipendenza, supremo
bene cogli scritti raccomandato.
Il segno de’ forti, che sul suo petto
brillava, lo attestò soldato valoroso.
Rotte a Novara le armi italiane, il
Torelli, emigrato in Piemonte, fu deputato al Parlamento
subalpino durante quattro legislature, segnalandosi per
operosità ed ingegno non comuni nella schiera di coloro
che alla politica del conte di Cavour diedero aiuto e
favore. Sul principio del 1860 fu noverato fra i senatori
del Regno.
Versatissimo nelle economiche discipline ed
in tutte le attinenti ai traffici, all’agricoltura ed
alle industrie, due volte fu ministro di agricoltura e
commercio, nel 1848 e nel 1864.
Prefetto di Palermo, nel 1866, con coraggio
invitto tenne testa alla plebe sollevata.
L’operosità sua, che pareva crescere
colla età, quasi temesse gli mancasse il tempo a tradurre
in atto ciò che la mente volgeva ed il cuore suggeriva a
beneficio della patria diletta, si parve largamente in
quest’Assemblea ai cui lavori alacremente partecipò
finché le forze non gli vennero meno. Ne fanno fede i
suoi progetti per combattere la malaria nei luoghi
palustri, i suoi discorsi, i suoi scritti su svariati
argomenti.
Ne fa fede infine quel monumento della pietà
e del patriottismo, l’ossario dei valorosi caduti alla
battaglia di San Martino, che egli ideò e promosse, ed
alla cui attuazione intese con giovanile entusiasmo;
arrestando quasi, colla ferrea volontà, la gravità del
male che da lunghi anni lo travagliava e che lo trasse al
sepolcro, in mezzo al compianto di quanti pregiano una
vita fortemente spesa per la patria e per i puri ideali
che essa proseguì, con costante proposito, dall'alba al
tramonto. (Vive approvazioni).
Senato del Regno, Atti
parlamentari. Discussioni,
18 novembre 1887.
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